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01 Gennaio 2019 – Maria Madre di Dio, Vergine del silenzio che custodisce nel cuore tutto il disegno e il mistero di Dio.

Nella prima lettura la benedizione crea un rapporto tra Dio e colui che viene benedetto. Qui essa ha come centro il Nome del Signore ripetuto tre volte. Questa benedizione pone quindi il Nome rivelato sui figli d’Israele «in modo che questi vivano nella forza direttiva e santificante del Nome» (d. G. Dossetti, appunti di omelia, 1.1.1972).  La benedizione non è un vanto o un privilegio ma è uno stato, che, se recepito, riempie di gratitudine e di lode coloro che sono benedetti.

Nella seconda lettura l’affermazione che nella  nascita del Figlio nato da donna, nato sotto la legge avviene un passaggio radicale: il Nome non è più sopra di noi ma nello Spirito è dentro di noi e il nome è quello stesso che il Figlio pronuncia: Abbà, Padre.

Tutto questo è compiuto dallo Spirito. La nostra eredità non è quindi la terra d’Israele ma quella patria alla quale Egli ci attira e dove ha preparato per noi delle dimore.

Nel Vangelo di oggi due sezioni.

I pastori vanno e riscontrano che quanto è annunciato, è vero. Viene sottolineato l’aspetto umilmente umano del Figlio di Dio; però in questo nulla i pastori riconoscono il Figlio di Dio.  E divengono talmente servi della Parola che annunciano non solo meraviglie ma comunicano lo stesso trasporto che li ha presi.

Maria, percepisce e ne viene presa e custodisce queste cose e le riscontra nel suo cuore. Non basta che lo Spirito si posi su di noi ma occorre custodire lo Spirito e confrontarlo con la Scrittura che non fa altro che comunicarlo sempre più.

 

[Nella seconda sezione]  Gesù accetta per sé il segno [della circoncisione], liberando  tutti i suoi fratelli e i suoi figli dal bisogno di riceverlo, perché ormai non ce ne sarà più bisogno, dal momento che si è fatto uomo e ha preso su di se, sulla sua carne, questo segno del patto antico 

 […]  Il nome con cui viene chiamato è Gesù, come era stato chiamato dall’Angelo, prima che fosse concepito nel seno della Vergine . … E il nome che viene posto su tutti i figli di Dio è precisamente il suo nome, il nome di colui che è il Salvatore dell’umanità.  

       La devozione imperfetta nei confronti della Vergine suppone che Maria – perché Madre – sia sempre lì prontissima, a evitarci tutti i guai … Questo non lo ha fatto con Gesù, il figlio suo secondo la carne, e non può farlo con noi. Perché è una madre che custodisce nel cuore tutto il disegno e il mistero di Dio, della sua pace e della sua gioia, della rinascita in lui per ciascuno di noi e per la Chiesa tutta …

Dovremmo convincerci che quanto più ci ama, tanto più non evita, non si frappone  tra noi e il disegno di Dio, ma semplicemente ci aiuta a realizzarlo.

Ci accompagna e ci ottiene lo spirito della fortezza per realizzarlo.

A Maria dobbiamo chiedere che non ci eviti il martirio, ma che ci conforti a sostenerlo.

Questo lo fa non solo nei confronti di ciascuno ma in rapporto alla Chiesa: non evita alla Chiesa il martirio ma ottiene alla Chiesa la Pentecoste dove lo Spirito ci è dato perché possiamo testimoniare il nome di Gesù.

Maria assistendo gli Apostoli non ottiene che siano tolti dal martirio ma che siano segnati dal fuoco dello Spirito. Non ha evitato al Cristo la morte ma lo ha consolato con la sua presenza».    (d. G. Dossetti, appunti di omelia, 1.1.1972).

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