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Nella PRIMA LETTURA l’annuncio che la venuta del Signore si sarebbe realizzata con la venuta di un “messaggero” che precede immediatamente il Signore, un nuovo Elia, un angelo dell’alleanza che  entrerà nel tempio e … purificherà tutti quelli che là prestano servizio al Signore, affinché l’offerta e i sacrifici ritornino a essere a Lui graditi. Ma la realizzazione evangelica di questa profezia appare ben diversa: un infante di quaranta giorni portato da due poveri e anonimi genitori entrerà nel tempio e nessuno dei sacerdoti se ne se ne accorge. Solo “il resto di Israele”, rappresentato  da Simeone e Anna, riconoscono nel bambino l’adempimento delle promesse del Signore. ( E. Bianchi )

 

Il brano della SECONDA LETTURA ci ricorda che Gesù stesso, per farsi incontro a noi, non ha esitato a condividere la nostra condizione umana: «Poiché i figli hanno in comune il sangue e la carne, anche Cristo allo stesso modo ne è divenuto partecipe» (v. 14). Gesù non ci ha salvati “dall’esterno”, non è rimasto fuori dal nostro dramma, ma ha voluto condividere la nostra vita ( Papa Francesco ).

Cristo, il mediatore che unisce Dio e l’uomo abolendo le distanze, eliminando ogni divisione e abbattendo ogni muro di separazione … viene come nuovo “sommo sacerdote misericordioso e fedele nelle cose che riguardano Dio, allo scopo di espiare i peccati del popolo” (Eb 2, 17) ( Benedetto XVI ).

 

Nella solennità della Presentazione del Signore celebriamo Gesù che viene incontro a noi; e non a caso il nome antico della festa è quello  dell’Incontro. ( + C. M. Martini).

Il Signore entra nel Tempio per la prima volta: è il Dio del Tempio, il Dio la cui maestà riempiva tutto il Tempio, eppure entra con meravigliosa semplicità, umiltà.( G. Dossetti)

   Il testo del  VANGELO  è una rivelazione trinitaria: si parla di Dio, del Padre, a cui viene offerto il bambino; si parla del bambino, il Messia del Signore, cioè del Figlio; si parla dello Spirito santo per tre volte, in riferimento a Simeone, uomo giusto e pio. ( + C. M. Martini)

[La modesta famiglia di Nazaret si presenta un po’ spaesata nei cortili del monumentale tempio e, obbedienti alla legge, offrono due colombi]. . In questo loro compiere una cosa minima si manifesta la grandezza di Dio... Il Signore chiede sempre delle cose minime che sono segno del nostro obbedire e della nostra appartenenza a Lui. …» (d. G. Dossetti, appunti di omelia, Gerico 2.2.1974).

   [Simeone e Anna: persone docili allo Spirito Santo, rappresentano, nel racconto della presentazione, la sapienza. Nelle prime parole pronunciate da Simeone]   non un addio crepuscolare e malinconico, bensì un saluto festoso all’alba messianica che sta per schiudersi proprio in quel bambino che egli reca tra le braccia. 

Nelle altre un oracolo severo sulla storia futura che sarà segnata e lacerata dalla presenza di questo bambino che è «qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione» (2,34). E sua madre sarà anch’essa coinvolta in questo dramma e avrà «l’anima trafitta da una spada» di sofferenza. ( da G. Ravasi )

La spada, sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento, è figura della Parola di Dio, che arriva fino alle giunture e alle midolla e al punto di divisione dell’anima e dello Spirito”.

Simeone a Maria, che raffigura il popolo di Israele, le annuncia che la parola di questo Figlio per lei sarà come una spada che la costringerà a fare delle scelte, e delle scelte molto dolorose. ( A Maggi )

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