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XXIII Domenica del T.O. – Noi non siamo una comunità riconciliante perché in noi non ha avuto adeguata signoria la Parola del Signore. Hanno signoria altre parole. 

Le letture di questa domenica ci invitano a riflettere su un aspetto essenziale e delicato della vita cristiana: farsi carico del fratello e dei suoi eventuali errori, per una crescita comune.

L’immagine della sentinella della PRIMA LETTURA è una immagine ricca di senso perché incarna quel principio fondamentale della morale in genere, e di quella cristiana in assoluto, che è il principio della responsabilità.

Noi siamo responsabili di quello che avviene, siamo sentinelle messe qui per vivere con responsabilità la sorte dell’umanità come se fosse la nostra.       

 

  Nella SECONDA LETTURA una delle affermazioni più più forti e decisive dell’etica cristiana, un’etica della libertà: “Non siate debitori di nulla a nessuno…”(v.8), e questo subito dopo aver chiesto la sottomissione alle autorità! Un’etica nuova e superiore, l’etica dell’amore, l’amore vicendevole, “perché chi ama l’altro ha adempiuto la legge”. …La conseguenza di questo assoluto primato dell’amore è immensa! Ne deriva che ogni comandamento è ormai interno all’unico comandamento dell’amore. Ogni comandamento è un volto dell’amore. Non è quindi messo da parte, ma anzi, è diventato una via dell’amore. Ed è enorme che citando l’amore per il prossimo, non citi anche l’amore verso Dio. E la ragione più profonda di questo è che, in Gesù, Dio è diventato per noi il più prossimo di ogni prossimo, il principio e la fonte di ogni “prossimità” nell’amore! La carità è dunque veramente la “pienezza della Legge” (v.10)

 

Il messaggio centrale del VANGELO di questa domenica indica la misericordia come decisiva,  assolutamente necessaria nei rapporti tra fratelli e sorelle. …  …  Gesù chiede la correzione e la riconciliazione tra quanti sono in conflitto, tra l’offeso e l’offensore, ma le richiede anche a livello comunitario, quando un membro della comunità mediante il suo peccato contamina tutto il corpo, diventa soggetto di scandalo, di ostacolo alla vita cristiana, che è e deve essere sempre comunione tra diversità riconciliate e dunque sinfoniche. ( E. Bianchi )

 Il verbo mettere d’accordo è Sinfoneo, da cui la parola “sinfonia”. E’ importante perchè indica la vita della comunità. Sinfonia significa che diverse voci, diversi strumenti suonano ciascuno dando il meglio di sè. Non ci deve essere una uniformità di voci e di suoni, ma c’e una varietà nell’unico spartito che è quello dell’amore. Quindi è l’amore vissuto nelle varie forme, fiorito nelle varie modalità. ( A. Maggi )

… I credenti non hanno il monopolio dell’amicizia fra gli uomini. Il loro ministero di riconciliazione specifico riguarda il senso ultimo, definitivo, universale di questo viaggio verso l’umanità dominata dall’amore, regolata secondo la legge dell’amore.  Questa aspettativa non è vissuta semplicemente nell’intimo dell’esperienza religiosa: è vissuta ogni volta che due o tre si riuniscono, e sono «la chiesa».

La chiesa non è che l’embrione dell’umanità pacificata ..la chiesa è solo un segno e uno strumento dell’amore degli uomini tra di loro. Essa annuncia che questa aspettativa non sarà vanificata dalla storia, perché poggia sul fatto che in Gesù Cristo la riconciliazione è cominciata.         Voi sapete come le parole della Scrittura: «ciò che voi scioglierete sarà sciolto, ciò che legherete sarà legato» sono state giuridicamente applicate al sacramento della confessione, e così sono rimaste svuotate dalla loro risonanza messianica. Esse vogliono dire che noi possiamo discernere, in virtù della fede, le attese che sono nel cuore degli uomini. Noi possiamo sciogliere e discernere, condannare e accogliere, non con un potere esterno che ci ponga allo stesso livello dei poteri umani, ma con la potenza spirituale che ci viene da Gesù Messia … Noi siamo la giustificazione ultima di ogni sforzo storico per creare un mondo diverso.  La Chiesa non è dunque un’alternativa storica, è il lievito dell’unica storia degli uomini. Noi non ci poniamo come ideologia contro altre ideologie ma come contestazione all’interno di tutte le ideologie, nella misura in cui esse si ritengono presuntuosamente risposte risolutive di ogni problema.  … In realtà la nostra vita di cristiani è l’esempio del contrario. Noi non siamo una comunità riconciliante perché in noi non ha avuto adeguata signoria la Parola del Signore. Hanno signoria altre parole.  … Abbiamo parlato di tante cose, tutte sanzionandole con la volontà di Dio, e invece dì essere ministri di riconciliazione siamo stati ministri di divisione.  Da qui comincia un discorso .. perché cambi questa comunità cristiana e sia non un luogo di divisioni e di conflitti ma di unione nel Cristo, …non di competizione, non di alternativa all’interno della storia, ma di animazione interna al cammino storico fino alle prospettive che superano la storia e che si identificano con l’eterna comunione con quel Dio che sarà un giorno Tutto in tutti. (Ernesto Balducci – da “il mandorlo e il fuoco” voi I – Anno A)

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