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XVIII DOMENICA del T.O. – Gesù si consegna a noi quale “pane della vita”, pane che porta la vita.

Nella PRIMA LETTURA il rimpianto del popolo d’Israele per un “ benessere “ goduto ma a prezzo di essere schiavi. “Anche oggi la gente è schiava perché non vuole rinunziare al benessere e al superfluo. Il deserto, luogo obbligato per riavere la libertà, è l’insicurezza e la necessità di fidarsi di Dio…” ( lib. tr. Da Appunti Omelia Gerico Don G. Dossetti 12.02.1974)

Dei due cibi, le quaglie e il pane, il testo si dilata  su quest’ultimo. Dopo un breve accenno di tipo “scientifico” (vv.13-14), si sforza  di dare  una spiegazione “etimologica” di questo pane. Si chiama  “Man hu?”, “Che cosa è?”. L’affermazione è meravigliosa perché non rimanda semplicemente ad un problema di conoscenza scientifica, ma afferma il “mistero” di questo pane che scende dal cielo … Anche noi, oggi, davanti a questo “pane del cielo” che è l’Eucaristia, non cessiamo di porci la domanda, perché siamo davanti all’infinito mistero del Dono di Dio che è Gesù nel mistero della sua Pasqua! ( G. N

Nella   SECONDA LETTURA Paolo scongiura  «Ciascuno di noi a capire come nella nostra condizione non solo non bisogna deviare , avendo abbandonato l’uomo vecchio,  ma anche rendere sempre più raffinata la nostra purezza, .. (d. G. Dossetti, appunti di omelia, Gerico 20.11.1973)…. rinnovandoci nello spirito della nostra mente rivestendoci dell’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia e nella vera santità «Non c’è situazione statica perché l’uomo spirituale si spiritualizza sempre di più, colui che si corrompe procede in questa corruzione» (d. G. Dossetti, appunti di omelia, Gerico 20.11.1973).

 

Con l’episodio della condivisione dei pani Gesù aveva voluto elevare la folla a livello prima di uomini, poi di persone adulte, ma la folla non ha voluto,… voleva farlo re. Ha preferito la sottomissione alla libertà che Gesù aveva loro proposto e Gesù era scappato via. …  Nel VANGELO ritorna la folla che  per credere rivendica un segno.., come quello fatto da Mosè attraverso il dono della manna, mostrando di essere “ incapaci” di leggere la Torah, perché in essa – spiega loro Gesù – “non Mosè ha dato il pane dal cielo, ma il Padre dà il pane dal cielo, quello vero, ossia colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo”. E così Gesù rivela di sentirsi chiamato non a dare qualcosa, ma a donare tutto se stesso! Alla richiesta di dare loro questo pane e di darlo per sempre Gesù risponde con la rivelazione inaudita: “Egó eimi, io sono il pane della vita” … che non è un semplice dono da parte di Gesù, ma è Gesù stesso, che dona tutta la sua persona.  … La Parola di Dio è sempre stata letta nell’Antico Testamento come cibo, pane che dà la vita all’umanità. Ora questa Parola .. è Parola di Dio umanizzata in Gesù di Nazaret.   In questo senso Gesù si consegna a noi quale “pane della vita”, pane che porta la vita. … Linguaggio vertiginoso, non commentabile … Le parole di Gesù: vanno solo accolte in adorazione. …. Chi può dire di essere in grado di capire e sostenere queste parole? In ogni caso, forse il Signore ci chiede solo che tentiamo di accogliere queste parole; e di farlo sapendo che il suo dono, la sua grazia ci permette di renderle parole accolte da ciascuno di noi in modo personalissimo, cioè come soltanto il Signore può farcele conoscere e comprendere. …. ( E. Bianchi  )

 

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